Bektashi Community e altri. Condanna per l’Ex Repubblica jugoslava di Macedonia condannata ai sensi degli artt. 9 e 11 CEDU.

I ricorrenti sono un’associazione religiosa, “Comunità Bektashi”, e due dei suoi membri, il signor E. Brahimaj, un cittadino albanese, massima carica nella gerarchia della suindicata associazione, ed il signor A. Sulejmani, cittadino macedone, che risiedono entrambi nella Ex Repubblica jugoslava di Macedonia, a Tetovo e Gostivar.

Il procedimento è iniziato a seguito dell’entrata in vigore di una nuova legislazione, nel 2007, allorquando i Tribunali nazionali non avevano permesso all’associazione, che operava come organizzazione religiosa dal 1993, di mantenere il proprio status, nè tantomeno era stata accettata la sua nuova domanda di registrazione.

Invero, quando la nuova legislazione, inerente lo status legale delle Chiese,  delle comunità e dei gruppi, è entrata in vigore, come detto nel 2007, l’associazione aveva chiesto che fosse riconosciuta la continuità del proprio status.

Purtroppo, l’istanza veniva respinta nel 1998, con decisione resa nota nel 2000.

Allo stesso modo veniva respinta, nel 2010, la domanda di registrazione, principalmente perché le Corti ritennero che il nome e le fonti, fossero troppo similari a quelle di altre associazioni religiose già registrate e, pertanto, che questo potesse creare confusione nei credenti.

Per tali motivi, i predetti ricorrevano innanzi alla Corte di Strasburgo, lamentando la violazione del combinato disposto degli articoli 9 (libertà di pensiero, coscienza e religione) e 11
(libertà di riunione e di associazione) della Convenzione europea.

La Corte ha riconosciuto l’esistenza della violazione dell’art. 11 letto alla luce dell’art. 9 della CEDU.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *