Sgomberi e sit-in : il caso Annenkov e altri contro la Russia (n. 31475/10)

Come noto, lo scorso 19 agosto le forze dell’ordine hanno sgomberato uno stabile occupato da migranti in via Curtatone, non distante dalla stazione Termini in Roma. Dopo la violenza e la polemica si è aperta inchiesta contro agente di polizia.

Di recente, sul tema “ordine pubblico”, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali si è così pronunciata nel caso russo, Annenkov e altri contro la Russia, del 25/07/2017, n. 31475/10 qui linkato.

Il caso riguardava un gruppo di imprenditori che hanno partecipato ad un sit-in di protesta contro un piano di demolizione del mercato e costruzione di un centro commerciale.
Gli imprenditori – i riccorrenti – sono 14 cittadini russi che sono nati tra il 1938 e il 1969 e vivono in Voronezh o nella regione di Voronezh (Russia).
Tutti possedevano piccole imprese al mercato di Voronezh o lavoravano come esercenti.
Il 7 e il 10 agosto 2009 sono state svolte due operazioni di polizia per liberare l’occupazione del mercato.

Durante entrambe le operazioni sono stati effettuati numerosi arresti, tra cui alcuni dei riccorrenti.  Sono stati rilevati casi di violazione amministrativa a scapito dei ricorrenti considerato che, secondo lo stato russo, avevano disobbedito ad un ordine della polizia.

Tutti quei ricorrenti che erano uomini – ad eccezione di un uomo ferito (il Sig. Annenkov) – sono stati condannati alla detenzione fino a dieci giorni ed a tutte le donne ricorrenti  sono state comminate multe.

Quattro dei ricorrenti sono stati feriti durante l’operazione il 7 agosto, riportando lividi e le segni di percosse.
Annenkov ha affermato di essere stato colpito e caduto a terra;  altri invece erano stati afferrati duramente o gli avevano tirati i capelli prima di essere trascinati a terra.

Una denuncia penale è stata presentata contro la polizia, ma le autorità investigative hanno rifiutato di avviare un procedimento penale, constatando che le ricorrenti avrebbero potuto sostenere la loro lesioni nel momento in cui hanno opposto resistenza all’arresto.

Queste questioni sono state comunque ridimensionate, recentemente in ottobre 2012, e da allora è stato aperto un caso penale.
Basandosi in particolare sull’articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti), quattro dei richiedenti hanno sostenuto che la polizia aveva usato una eccessiva forza contro di loro e che non era efficace le indagini erano state condotte nella loro denuncia.

Ancora affidandosi all’articolo 11 (libertà Assemblea e associazione), si sono anche lamentati della cessazione della loro partecipazione ai sit-in e dei conseguenti reati amministrativi.
E’ stata accertata la violazione dell’articolo 3 (trattamento disumano e degradante) – per quanto riguarda il sig.  Annenkov, la sig.ra Suprunova, la signora Guseva e la signora Zakharova e ancora si è ravvisata la violazione dell’articolo 3 (per quanto concerne la mancata indagine) – per il sig. Annenkov, Suprunova, Guseva e Zakharova.

Inoltre La Coerte Edu ha ravvisato la violazione dell’articolo 11 – per quanto riguarda i signori Annenkov, la signora Suprunova, la signora Guseva, la signora Zakharova,Finskiy, Khavantsev, Khripunov e Buzov
Soddisfazione pecuniaria:
– per danni non pecuniari: 12.000 euro per il sig. Annenkov, 8.500 euro ciascuno alla sig.ra Suprunova, Guseva e Zakharova, 7.500 euro ciascuno al sig. Finskiy, Khavantsev e Khripunov e 4.000 euro a favore del Buzov ;
– per spese: 460 euro per la sig.ra Suprunova, 60 euro a favore del Annenkov, Khripunov, Khavantsev, Finskiy, Guseva e Zakharova e 2.250 euro da versare direttamente alla sig.ra Gnezdilova, rappresentante dei ricorrenti.

Sul punto dei trattamenti inumani operati da forze di polizia si annota anche il caso Smolentsev contro Russia (n. 46349/09)

 

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